
Rifugi in quota
Rifugio Boè, Sat e Provincia per l'edilizia sostenibile in quota
Trento - E' stato siglato in piazza Dante un innovativo Protocollo d'intesa fra Provincia, Sat (Società degli alpinisti tridentini) e Habitech-Distretto tecnologico trentino. “Caso scuola”, utile per attivare azioni di formazione sui criteri di sostenibilità
Rifugio Boe' (rifugioboe.it)
Il progetto - Promosso Sat, diventa in quest'ottica il “caso di scuola”, utile per attivare azioni di formazione sui criteri della sostenibilità, con particolare riferimento all’applicazione dei criteri di qualità definiti per gli edifici in legno e raccolti nel sistema di certificazione Arca (ARchitettura Comfort Ambiente). In particolare Habitech garantirà alla Provincia azioni di formazione – riservate al personale dipendente – in merito all'applicazione della metodologia di progettazione integrata (charrette) e fornirà la sua consulenza per la definizione di linee guida per interventi di ristrutturazione e/o ampliamenti di rifugi in quota e con utilizzo stagionale, secondo i criteri della sostenibilità.
Come si è arrivati a questa nuova decisione in un campo, quello dell'edilizia "verde", o sostenibile, sempre più strategico per lo stesso tessuto economico del Trentino? Vediamo di fare un po' di storia. Per dare attuazione alla politica provinciale sul tema della sostenibilità ambientale – anche con riguardo alla promozione dell’edilizia sostenibile - la Provincia ha adottato i protocolli di certificazione basati sul sistema Leadership and environmental design (Leed) come elaborato dal Green Building Council Italia. Direttrice strategica della legge provinciale 1 del 4 marzo 2008 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio) è appunto l’edilizia sostenibile. In particolare la legge disciplina la prestazione e la certificazione energetica degli edifici, in attuazione della direttiva 2002/91/CE e in coerenza con le disposizioni statali in materia.
Recentemente la Sat ha presentato all’esame della Commissione paesaggistica provinciale un progetto di ristrutturazione ed ampliamento del Rifugio Boè, rsituato in prossimità del Sass Pordoi, in un'area di grande importanza naturalistica. Nell’ambito della valutazione della proposta progettuale e delle condizioni del territorio in cui viene realizzata, è emerso quindi l'interesse a realizzazione una struttura con caratteristiche il più possibile aderenti ai principi della sostenibilità e del risparmio energetico. Da qui alla necessità di ricorrere anche ad una consulenza specifica in materia.
La Provincia autonoma di Trento a sua volta ha interesse ad approfondire il tema della progettazione e della realizzazione di edifici di carattere residenziale e ricettivo - caratterizzati da un uso spiccatamente stagionale – a basso impatto ambientale, promuovendo contestualmente l’adozione di scelte progettuali sostenibili in termini di gestione e di manutenzione, partendo dall’esperienza che può essere maturata proprio con un progetto del genere.
Da qui l’opportunità di attivare una collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento, Sat - Società degli alpinisti tridentini - ed Habitech. Chiaramente l’interesse della Provincia ha un respiro generale, mentre l’obiettivo della Sat è in primo luogo quello di procedere alla ristrutturazione de Rifugio Boè secondo i criteri di sostenibilità ambientale. Il Protocollo ha pertanto un oggetto complesso ed articolato.
In particolare Habitech garantisce alla Provincia azioni di formazione – riservate al personale dipendente – sull'applicazione della metodologia di progettazione integrata (charrette), per introdurre negli interventi di ristrutturazione e ampliamento di rifugi alpini in quota e di immobili con utilizzo stagionale, i criteri della sostenibilità nella progettazione e nella realizzazione. Al tempo stesso Habitech fornirà il necessario supporto per la definizione di linee guida per interventi di ristrutturazione e/o ampliamenti di rifugi in quota e con utilizzo stagionale, secondo i criteri della sostenibilità.
Il progetto di ristrutturazione del Boè rappresenta quindi il “caso di scuola”, utile per attivare azioni di formazione sui criteri di sostenibilità nella progettazione integrata e nella costruzione, con particolare riferimento all’applicazione dei criteri di qualità definiti per gli edifici in legno e raccolti nel sistema di certificazione Arca. (ARchitettura Comfort Ambiente).
La storia del rifugio - Al centro del Gruppo Sella in un ampio e arido pianoro dall'aspetto "lunare" sorge il Rifugio Boè. Anche questo come tutti i primi rifugi sorti nelle Dolomiti fu costruito da una sezione del DOAV nel lontano 1898. Fu la sezione di Bamberga ad erigerlo, in muratura e con un ampia veranda; era noto come Capanna di Bamberga al Boè. Devastato nel corso della Prima Guerra mondiale nel 1921 passò alla SAT insieme ad altri 13 rifugi del DOAV: la SAT nel 1924 lo rese nuovamente agibile col nome di Rifugio Boè. Negli anni successivi il rifugio fu ampliato in più occasioni con l'aggiunta di vari corpi ora in muratura ora in legno. Dal 1992 il rifugio è stato dotato di un impianto sperimentale per il trattamento e la depurazione biologica delle acque reflue a cura del Servizio Opere igienico sanitarie della Provincia autonoma di Trento.
Come si è arrivati a questa nuova decisione in un campo, quello dell'edilizia "verde", o sostenibile, sempre più strategico per lo stesso tessuto economico del Trentino? Vediamo di fare un po' di storia. Per dare attuazione alla politica provinciale sul tema della sostenibilità ambientale – anche con riguardo alla promozione dell’edilizia sostenibile - la Provincia ha adottato i protocolli di certificazione basati sul sistema Leadership and environmental design (Leed) come elaborato dal Green Building Council Italia. Direttrice strategica della legge provinciale 1 del 4 marzo 2008 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio) è appunto l’edilizia sostenibile. In particolare la legge disciplina la prestazione e la certificazione energetica degli edifici, in attuazione della direttiva 2002/91/CE e in coerenza con le disposizioni statali in materia.
Recentemente la Sat ha presentato all’esame della Commissione paesaggistica provinciale un progetto di ristrutturazione ed ampliamento del Rifugio Boè, rsituato in prossimità del Sass Pordoi, in un'area di grande importanza naturalistica. Nell’ambito della valutazione della proposta progettuale e delle condizioni del territorio in cui viene realizzata, è emerso quindi l'interesse a realizzazione una struttura con caratteristiche il più possibile aderenti ai principi della sostenibilità e del risparmio energetico. Da qui alla necessità di ricorrere anche ad una consulenza specifica in materia.
La Provincia autonoma di Trento a sua volta ha interesse ad approfondire il tema della progettazione e della realizzazione di edifici di carattere residenziale e ricettivo - caratterizzati da un uso spiccatamente stagionale – a basso impatto ambientale, promuovendo contestualmente l’adozione di scelte progettuali sostenibili in termini di gestione e di manutenzione, partendo dall’esperienza che può essere maturata proprio con un progetto del genere.
Da qui l’opportunità di attivare una collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento, Sat - Società degli alpinisti tridentini - ed Habitech. Chiaramente l’interesse della Provincia ha un respiro generale, mentre l’obiettivo della Sat è in primo luogo quello di procedere alla ristrutturazione de Rifugio Boè secondo i criteri di sostenibilità ambientale. Il Protocollo ha pertanto un oggetto complesso ed articolato.
In particolare Habitech garantisce alla Provincia azioni di formazione – riservate al personale dipendente – sull'applicazione della metodologia di progettazione integrata (charrette), per introdurre negli interventi di ristrutturazione e ampliamento di rifugi alpini in quota e di immobili con utilizzo stagionale, i criteri della sostenibilità nella progettazione e nella realizzazione. Al tempo stesso Habitech fornirà il necessario supporto per la definizione di linee guida per interventi di ristrutturazione e/o ampliamenti di rifugi in quota e con utilizzo stagionale, secondo i criteri della sostenibilità.
Il progetto di ristrutturazione del Boè rappresenta quindi il “caso di scuola”, utile per attivare azioni di formazione sui criteri di sostenibilità nella progettazione integrata e nella costruzione, con particolare riferimento all’applicazione dei criteri di qualità definiti per gli edifici in legno e raccolti nel sistema di certificazione Arca. (ARchitettura Comfort Ambiente).
La storia del rifugio - Al centro del Gruppo Sella in un ampio e arido pianoro dall'aspetto "lunare" sorge il Rifugio Boè. Anche questo come tutti i primi rifugi sorti nelle Dolomiti fu costruito da una sezione del DOAV nel lontano 1898. Fu la sezione di Bamberga ad erigerlo, in muratura e con un ampia veranda; era noto come Capanna di Bamberga al Boè. Devastato nel corso della Prima Guerra mondiale nel 1921 passò alla SAT insieme ad altri 13 rifugi del DOAV: la SAT nel 1924 lo rese nuovamente agibile col nome di Rifugio Boè. Negli anni successivi il rifugio fu ampliato in più occasioni con l'aggiunta di vari corpi ora in muratura ora in legno. Dal 1992 il rifugio è stato dotato di un impianto sperimentale per il trattamento e la depurazione biologica delle acque reflue a cura del Servizio Opere igienico sanitarie della Provincia autonoma di Trento.
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di redazione online
28/01/2012






