Impianti sciistici

Bocciati i nuovi impianti a Folgaria

Trento - Con una relazione approvata all'unanimità, la terza commissione in Consiglio provinciale, ritiene fondate alcune preoccupazioni evidenziate dalla petizione popolare, contraria a nuovi collegamenti che guardano al Veneto. Via libera per Lavarone

Sciare a Folgaria (Cristian Zurlo)

Si tratta di una petizione popolare corredata da 1700 firme, presentata il 1° aprile scorso contro il progetto di ampliamento delle aree sciabili nel comune di Folgaria e il conseguente potenziamento degli impianti, considerati inaccettabili per l'impatto ambientale e paesaggistico nella zona.

Dopo aver esaminato la questione anche tramite consultazioni che hanno coinvolto i soggetti interessati, compresi i firmatari della petizione e i sindaci, la commissione si è adeguata alla posizione assunta dal Consiglio provinciale in aula con gli ordini del giorno approvati l'8 maggio scorso su proposta di Giovanazzi, Bombarda e Pinter durante il dibattito dedicato al nuovo Pup.

I dispositivi impegnano la Giunta provinciale ad opporsi ad un ampliamento dell'area sciabile di Folgaria finalizzato al collegamento con il territorio veneto, ma anche a sostenere un progetto di sviluppo turistico dell'intero altopiano che valorizzi anche Lavarone e Luserna, garantendo la partecipazione delle comunità alla definizione dei programmi di sviluppo dell'area.

I lavori della terza Commissione  

La terza commissione ritiene quindi fondate alcune preoccupazioni evidenziate dalla petizione e, tenuto conto delle dichiarazioni rese dal sindaco di Folgaria, "auspica che le prossime scelte della Provincia e dei comuni nel settore urbanistico e in quello turistico siano pensate (o ripensate) considerando le esigenze di sviluppo unitario di tutto l'altopiano".

Si dovrà inoltre "rispettare le previsioni sia del nuovo Pup sia della normativa sulle seconde case (la legge provinciale 16 del 2005) per evitare che un eventuale sviluppo delle aree sciabili sia accompagnato da un'inammissibile espansione edilizia-urbanistica".

Infine secondo la commissione "i legittimi interessi delle società impegnate nella realizzazione e nella gestione degli impianti e piste da sci, devono essere considerati nella misura corretta, ma senza che gli stessi prevalgano sulle scelte che le comunità e le rispettive amministrazioni intendono adottare".

di redazione@lavocedelnordest.it

28/05/2008

L'area sciabile al centro delle polemiche



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