
Tragedia in Brasile
AF 447, Identificato il corpo di Zandonai
Trento - E' stato identificato nelle scorse ore il corpo del direttore della Trentini nel Mondo, Rino Zandonai. Una notizia confermata giovedì sera dalla Farnesina all'Associazione trentina e ai famigliari

Zortea, Lenzi e Zandonai (a destra) durante il viaggio in Brasile
Le autorita' brasiliane hanno identificato a salma di Rino Zandonai, uno dei tre trentini che erano a bordo dell'aereo Air France precipitato.Il velivolo era sparito nell'atlantico, tra Rio de Janeiro e Parigi, lo scorso primo giugno. A bordo vi erano 228 persone.
I corpi recuperati in mare sono stati 50. La notizia
dell'identificazione e' stata fornita dalla Farnesina ai
famigliari di Zandonai e all'Associazione Trentini nel mondo, di cui era direttore. E' arrivata nella tarda serata di giovedì la conferma del ritrovamento del corpo del trentino. Accolta con trepidazione la notizia anche in Valsugana e nel Vanoi, dove si attendono aggiornamenti anche per Luigi Zortea e Giovanni Battista Lenzi.
I tre trentini erano a bordo del volo Air France partito dal Brasile con a bordo 228 persone e inabissatosi per cause ancora da chiarire.
La tragedia aerea - L'A330 dell'Air France, precipitato perr ragioni ancora da scoprire nelle acque dell'Atlantico il 1° giugno, non si è disintegrato in volo, come detto subito dopo l'incidente, ma toccando la superficie del mare.
Restano ancora imputate le sonde Pitot, che sono esterne e permettono ai piloti di misurare la velocità del velivolo. Ma non sono le uniche imputate.
Questi sono alcuni degli elementi che emergono dal rapporto presentato dal Bea, l'organismo francese che controlla la sicurezza del traffico civile, che sta portando avanti un'inchiesta sul crash del volo di Air France.
Lo studio (un «primo rapporto », come è stato definito dagli esperti del Bea, non dà una risposta definitiva ai tanti dubbi che riguardano il crash, ma fornisce già qualche risposta interessante. L'aereo ha toccato la superficie dell'acqua in posizione verticale e con una forte accelerazione.
I giubbotti di salvataggio non erano stati gonfiati - La maggior parte dei giubbotti di salvatggio ritrovati non erano stati gonfiati e, quindi, si suppone che tutto è avvenuto molto in fretta. Si è verificato un problema nella velocità, un'"incoerenza", come l'ha definita il Bea fin dagli inizi. "Abbiamo forti sospetti sul cattivo funzionamento dei tubi di Pitot – ha sottolineato Alain Bouillard, responsabile dell'inchiesta -, ma è solo uno degli elementi, non costituisce la causa principale dell'incidente".
Ritrovati i corpi del pilota, Marc Dubois e di uno steward del'Airbus 330 precipitato nell'Atlantico mentre, partito da Rio de Janeiro, era diretto a Parigi. I corpi sono stati identificati grazie all'autopsia.
Restano ancora imputate le sonde Pitot, che sono esterne e permettono ai piloti di misurare la velocità del velivolo. Ma non sono le uniche imputate.
Questi sono alcuni degli elementi che emergono dal rapporto presentato dal Bea, l'organismo francese che controlla la sicurezza del traffico civile, che sta portando avanti un'inchiesta sul crash del volo di Air France.
Lo studio (un «primo rapporto », come è stato definito dagli esperti del Bea, non dà una risposta definitiva ai tanti dubbi che riguardano il crash, ma fornisce già qualche risposta interessante. L'aereo ha toccato la superficie dell'acqua in posizione verticale e con una forte accelerazione.
I giubbotti di salvataggio non erano stati gonfiati - La maggior parte dei giubbotti di salvatggio ritrovati non erano stati gonfiati e, quindi, si suppone che tutto è avvenuto molto in fretta. Si è verificato un problema nella velocità, un'"incoerenza", come l'ha definita il Bea fin dagli inizi. "Abbiamo forti sospetti sul cattivo funzionamento dei tubi di Pitot – ha sottolineato Alain Bouillard, responsabile dell'inchiesta -, ma è solo uno degli elementi, non costituisce la causa principale dell'incidente".
Ritrovati i corpi del pilota, Marc Dubois e di uno steward del'Airbus 330 precipitato nell'Atlantico mentre, partito da Rio de Janeiro, era diretto a Parigi. I corpi sono stati identificati grazie all'autopsia.
di Cristian Zurlo
23/07/2009





