
Lettere
San Martino di Castrozza trascurato? Il dibattito è aperto (DITE LA VOSTRA)
Venezia - Prosegue il dibattito sul futuro di San Martino di Castrozza. Ci scrive anche Luigi Taufer, operatore turistico che interviene nel confronto innescato da alcune lettere di turisti amareggiati per la situazione in cui versa la nota località

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Lettera da San Martino di Castrozza (dal blog saltamartin) - "Le edizioni on-line de "La Voce del Nord Est" riportano alcune lettere di lamentela sul degrado urbano di San Martino. Ero certo, anche se stavo per perdere le ultime speranze, che "la bomba sarebbe scoppiata". In tutti gli anni di vita (ormai tanti....) passati quassù all'Alpe di Castrozza, mai avevo notato una difficoltà simile nel gestire la località. A parziale scusante va detto che l'inverno scorso, tra le tante cose, ha portato alla scoperta di danni ingenti, tanto pubblici quanto privati. Tutti ci ricordiamo delle barriere divelte, recinti massacrati, cordoli di marciapiede che sembravano passati al tritacarne e chi più ne sa, più ne dica. A metà maggio sembrava si fosse ritirato l'esercito degli occupanti! Va anche detto (ed approfitto per ringraziare le Amministrazioni) che almeno la parte urbana interessata all'arrivo di tappa del Giro d'Italia, in tempi record e con lo sforzo comune, è stata presentata nel modo meno peggiore possibile.
Condivido in pieno quanto affermato dal Presidente dell'APT relativamente al buffet. Se il metro di misura di qualità di una manifestazione (che non sia gastronomica o enologica, ovvio....) fosse dato dalla presenza e/o consistenza del buffet, significa che sarebbe da ripensare seriamente la programmazione degli intrattenimenti, dando la precedenza (con tutto il rispetto che meritano) a sagre, saltimbanchi e quant'altro, insomma, della serie: -"venghino, venghino Siore e Siori " - !! Spero che l'APT continui con la serie degli incontri, con o senza buffet. E' apprezzatissima dagli Ospiti e per quel poco che mi compete posso affermare che spesso è di alto valore culturale.
Detto ciò è indubbio che San Martino stia attraversando un momento piuttosto difficile. Le lamentele, non solo delle Signore De Notti e Gasparetto, sono giornaliere. (Cliccare QUI per leggere la loro lettera). Che dire? Sulla mancanza di attività e servizi (distributore, lavasecco, fioraio ecc., ho già avuto modo di esprimermi. Qui si tratta di iniziativa privata. Purtroppo San Martino è scarsamente abitato, vive una stagionalità troppo accentuata. Si passa da qualche migliaio di abitanti a qualche decina nel breve volgere di una settimana. Potrebbero essere attività che non reggono. Ritengo sia mancanza di iniziativa il fatto che difettino alcuni negozi/servizi.
E' altrettanto certo che manca la volontà politica di indirizzare gli eventi nella maniera migliore. Ecco allora che qui potrebbe entrare in gioco la tanto osannata Autonomia Amministrativa del Trentino. Deroghe sulle aperture, deroghe sulle strutture, deroghe su vincoli, facilitazioni ed incentivi, massimo interessamento nel risolvere problemi e difficoltà, tassi sui prestiti bassi, garanzia, per così dire, di un "reddito minimo garantito", potrebbero forse mettere in moto un circuito virtuoso. Ad esempio, perchè non si provvede ad un'area artigianale dove un meccanico/benzinaio possa tentare l'impresa? Perchè non si riesce a trovargli un'abitazione a San Martino con un affitto simbolico? Solo se si attueranno politiche di questo tipo ( e non quelle di "costuiamo ancora condomini, fin che và, và"......) qualcuno potrà tentare ed aiutarci così a fare di San Martino un paese quasi...."normale". L'alternativa, alla lunga, è il peggioramento e la degenerazione della situazione.
Il Signor Gasparini di Mirano (Cliccare QUI per leggere la sua lettera) mette il dito nella piaga. Sulla distruzione delle poche testimonianze storiche rimaste ho avuto modo già di scrivere (cliccare QUI per leggere). Sul caos di auto in centro, per la verità solo nei periodi agosto/Natale-Epifania e nei fine settimana, non posso che essere d'accordo. Non per aprire polemiche, ma mentre perdiamo tempo dietro a collegamenti sciistici con il Rolle che personalmente vedo molto, molto lontani nel tempo, ci scappa di mano quello che sempre più il visitatore chiederà in futuro, ovvero l'eliminazione del traffico.
Fa specie che si metta mano al tetto del Cinema, autentico "baraccone", quando al suo posto si dovrebbe avere invece una delle tante autorimesse multipiano che potrebbero attorniare la località. Preoccupa non tanto la "mancanza o la quantità ridicola di panchine" (citazione), quanto la mancanza di progetti di...Wanderwege, specie nel periodo invernale. Da non credere, ma è solo uno dei tantissimi esempi che potrei fare, che d'inverno si sia costretti a fare a piedi la passeggiata per Malga Ces, una delle più frequentate e piacevoli, respirando l'immonda puzza delle auto e stando attenti agli schizzi di poltiglia dei troppi maleducati che di là transitano, spesso a velocità sostenuta. E' questa da ritenere qualità? Siamo certi di offrire un prodotto all'altezza delle aspettative?
Ma qualcosa, da subito, si potrebbe fare. Ad esempio l'abbattimento degli alberi ad alto fusto (principalmente abeti) attorno agli edifici, comunque quelli in prossimità del bordo stradale. Non è sempre Natale. Stanno male, nascondono il panorama spesso sublime, portano ombra ed umidità, sono potenzialmente dannosi e pericolosi".
Alberi ad alto fusto a ridosso della viabilità. Il loro taglio oltre a migliorare la visibilità e la sicurezza renderebbe San Martino più illuminato e......."solare"
(Via Dolomiti)

Ancora un esempio di come il paesaggio urbano possa venir migliorato abbattendo gli abeti lungo la sede stradale (Via Fontanelle)
Condivido in pieno quanto affermato dal Presidente dell'APT relativamente al buffet. Se il metro di misura di qualità di una manifestazione (che non sia gastronomica o enologica, ovvio....) fosse dato dalla presenza e/o consistenza del buffet, significa che sarebbe da ripensare seriamente la programmazione degli intrattenimenti, dando la precedenza (con tutto il rispetto che meritano) a sagre, saltimbanchi e quant'altro, insomma, della serie: -"venghino, venghino Siore e Siori " - !! Spero che l'APT continui con la serie degli incontri, con o senza buffet. E' apprezzatissima dagli Ospiti e per quel poco che mi compete posso affermare che spesso è di alto valore culturale.
Detto ciò è indubbio che San Martino stia attraversando un momento piuttosto difficile. Le lamentele, non solo delle Signore De Notti e Gasparetto, sono giornaliere. (Cliccare QUI per leggere la loro lettera). Che dire? Sulla mancanza di attività e servizi (distributore, lavasecco, fioraio ecc., ho già avuto modo di esprimermi. Qui si tratta di iniziativa privata. Purtroppo San Martino è scarsamente abitato, vive una stagionalità troppo accentuata. Si passa da qualche migliaio di abitanti a qualche decina nel breve volgere di una settimana. Potrebbero essere attività che non reggono. Ritengo sia mancanza di iniziativa il fatto che difettino alcuni negozi/servizi.
E' altrettanto certo che manca la volontà politica di indirizzare gli eventi nella maniera migliore. Ecco allora che qui potrebbe entrare in gioco la tanto osannata Autonomia Amministrativa del Trentino. Deroghe sulle aperture, deroghe sulle strutture, deroghe su vincoli, facilitazioni ed incentivi, massimo interessamento nel risolvere problemi e difficoltà, tassi sui prestiti bassi, garanzia, per così dire, di un "reddito minimo garantito", potrebbero forse mettere in moto un circuito virtuoso. Ad esempio, perchè non si provvede ad un'area artigianale dove un meccanico/benzinaio possa tentare l'impresa? Perchè non si riesce a trovargli un'abitazione a San Martino con un affitto simbolico? Solo se si attueranno politiche di questo tipo ( e non quelle di "costuiamo ancora condomini, fin che và, và"......) qualcuno potrà tentare ed aiutarci così a fare di San Martino un paese quasi...."normale". L'alternativa, alla lunga, è il peggioramento e la degenerazione della situazione.
Il Signor Gasparini di Mirano (Cliccare QUI per leggere la sua lettera) mette il dito nella piaga. Sulla distruzione delle poche testimonianze storiche rimaste ho avuto modo già di scrivere (cliccare QUI per leggere). Sul caos di auto in centro, per la verità solo nei periodi agosto/Natale-Epifania e nei fine settimana, non posso che essere d'accordo. Non per aprire polemiche, ma mentre perdiamo tempo dietro a collegamenti sciistici con il Rolle che personalmente vedo molto, molto lontani nel tempo, ci scappa di mano quello che sempre più il visitatore chiederà in futuro, ovvero l'eliminazione del traffico.
Fa specie che si metta mano al tetto del Cinema, autentico "baraccone", quando al suo posto si dovrebbe avere invece una delle tante autorimesse multipiano che potrebbero attorniare la località. Preoccupa non tanto la "mancanza o la quantità ridicola di panchine" (citazione), quanto la mancanza di progetti di...Wanderwege, specie nel periodo invernale. Da non credere, ma è solo uno dei tantissimi esempi che potrei fare, che d'inverno si sia costretti a fare a piedi la passeggiata per Malga Ces, una delle più frequentate e piacevoli, respirando l'immonda puzza delle auto e stando attenti agli schizzi di poltiglia dei troppi maleducati che di là transitano, spesso a velocità sostenuta. E' questa da ritenere qualità? Siamo certi di offrire un prodotto all'altezza delle aspettative?
Ma qualcosa, da subito, si potrebbe fare. Ad esempio l'abbattimento degli alberi ad alto fusto (principalmente abeti) attorno agli edifici, comunque quelli in prossimità del bordo stradale. Non è sempre Natale. Stanno male, nascondono il panorama spesso sublime, portano ombra ed umidità, sono potenzialmente dannosi e pericolosi".
(Via Dolomiti)
Ancora un esempio di come il paesaggio urbano possa venir migliorato abbattendo gli abeti lungo la sede stradale (Via Fontanelle)
Già giungendo da Fiera si rimane colpiti dalla bruttura degli impianti di risalita Tognola: due stili architettonici, già di per sè assai discutibili, uniti tra loro senza criterio. Il risultato è quello di una struttura brutta e incompleta. Le rifiniture interne sono ancora peggiori dell'estetica esterna: cemento a vista, scale scomode, e così via. Per non parlare del parcheggio che, quando la neve si scioglie, diventa un acquitrino.
Girando per il paese si rimane sconcertati da molte cose, che brevemente cercherò di riassumere:
- la terrazza lignea di fronte al Centro Convegni Sass Maor è da anni inagibile perchè pericolante. In compenso, il bar adiacente riscalda i suoi ospiti all'aperto anche d'inverno, con buona pace del risparmio energetico... e non è l'unico...
- il caos di auto davanti ai negozi "clou" di San Martino, vale a dire Bancher e Minimarket, è diventato ormai un'istituzione del paese: possibile che non si riesca (o non si voglia, anzi, non si possa...) vietare la sosta delle auto lì davanti, che oltre tutto rallentano il traffico diretto alla zona del campeggio?
- chi ha progettato il Palazzo dello Sport e chi ha approvato quel progetto? Se si poteva pensare a qualcosa di più osceno e scardinato dall'ambiente circostante, beh queste persone ci sono ampiamente riuscite! Ora è anche mal tenuto, cadente, grigio, tetro. Sarebbe da radere al suolo.
- gli Austriaci hanno dato fuoco ai migliori alberghi di San Martino nel lontano 1915, perchè non si può ora fare altrettanto (in senso figurato, ovvio...) con l'Excelsior Cimone? E' brutto e ingombrante da qualsiasi punto di vista. La zona che guarda la Galleria Cimone, poi, (dove l'unico negozio di abbigliamento economico del paese è stato chiuso), è degna del peggior Bronx.
- in compenso sono state abbattute recentemente delle bellissime dimore storiche di San Martino (una in Via Cavallazza, l'altra in Via Pez Gaiart, ora tocca alla "Bicocca") per far posto a degli anonimi condomini!
- per finire (si fa per dire...) il piazzale delle corriere! Qui i progettisti e gli urbanisti hanno raggiunto l'apoteosi! Piccolo, stretto, buio, senza pensiline nè sala d'aspetto (quella che c'è è confinata nel retro).
Potrei andare avanti ancora, ma la lettera delle due Signore dice già molto. Ciò che manca a San Martino è una cultura del bello e dell'estetica, soppiantata da quella del profitto ad ogni costo, e non è un luogo comune, basta girare un po' per certi negozi...
Infine, un plauso alla Rivista e alle iniziative che porta avanti".
Con i più cordiali saluti.
Francesco Gasparini
Dott. Francesco Gasparini
Via Paganini, 15
I - 30035 Mirano (VE)
Cell. 333427424
francescogasparini@tin.it
www.flickr.com/photos/france53
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