
Sanità
Codivilla Cortina, Truffa alla sanità: la Finanza sequestra 2,8 milioni
Cortina d'Ampezzo (Belluno) - I finanzieri hanno effettuato il sequestro preventivo di circa 2,8 milioni di euro, somma ritenuta indebitamente lucrata in quanto profitto di una grave truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale perpetrata presso il Codivilla di Cortina

Una truffa da 2,8 milioni di euro al Servizio Sanitario Nazionale, e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza ad opera dei responsabili di una struttura clinica di Cortina D'Ampezzo, in provincia di Belluno. Si tratta della Clinica Codivilla che nei mesi scorsi era già passata alla cronaca per l'inchiesta che aveva creato non poche polemiche in tutto il Veneto. Ora la Finanza passa al sequestro.
Per 13 persone fra dirigenti e medici e' stata accertata la responsabilita' penale per truffa e falso ideologico. Secondo l'accusa, .I rimborsi al Servizi Sanitario Nazionale e alla regione Veneto venivano 'gonfiati' attraverso apposite procedure con la falsificazione delle cartelle cliniche - ne sono state sequestrate circa 8000 - attraverso l'inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di "codici di rimborso" delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Belluno, con il supporto di militari di vari Reparti del Corpo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal dott. Aldo Giancotti, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Belluno, hanno proceduto al sequestro preventivo di circa 2,8 milioni di euro, somma ritenuta indebitamente lucrata in quanto profitto di una grave truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale perpetrata presso una nota struttura clinica di Cortina d’Ampezzo.
Il sequestro è stato eseguito in ambito nazionale presso diverse Banche su vari conti correnti intestati all’Istituto Ospedaliero ed alla società privata che gestiscono la predetta clinica in regime di sperimentazione gestionale mista pubblico-privata. Il provvedimento cautelare dell’Autorità Giudiziaria è stato emesso alla conclusione delle indagini, avviate circa due anni fa e coordinate dai Sostituti Procuratori dott.ssa Martina Gasparini e dott. Luigi Leghissa, che hanno consentito di accertare responsabilità penali per i reati di truffa e falso ideologico in capo a 13 persone (dirigenti e medici).
Le investigazioni delle Fiamme Gialle e le consulenze tecniche avevano consentito di ricostruire il “modus operandi” adottato per “gonfiare” i rimborsi richiesti alla Regione Veneto ed al Servizio Sanitario Nazionale, che si concretizzava nella falsificazione delle cartelle cliniche – ne sono state sequestrate circa 8000 – attraverso l’inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di “codici di rimborso” delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati.
Per 13 persone fra dirigenti e medici e' stata accertata la responsabilita' penale per truffa e falso ideologico. Secondo l'accusa, .I rimborsi al Servizi Sanitario Nazionale e alla regione Veneto venivano 'gonfiati' attraverso apposite procedure con la falsificazione delle cartelle cliniche - ne sono state sequestrate circa 8000 - attraverso l'inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di "codici di rimborso" delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Belluno, con il supporto di militari di vari Reparti del Corpo, in esecuzione di un provvedimento emesso dal dott. Aldo Giancotti, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Belluno, hanno proceduto al sequestro preventivo di circa 2,8 milioni di euro, somma ritenuta indebitamente lucrata in quanto profitto di una grave truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale perpetrata presso una nota struttura clinica di Cortina d’Ampezzo.
Il sequestro è stato eseguito in ambito nazionale presso diverse Banche su vari conti correnti intestati all’Istituto Ospedaliero ed alla società privata che gestiscono la predetta clinica in regime di sperimentazione gestionale mista pubblico-privata. Il provvedimento cautelare dell’Autorità Giudiziaria è stato emesso alla conclusione delle indagini, avviate circa due anni fa e coordinate dai Sostituti Procuratori dott.ssa Martina Gasparini e dott. Luigi Leghissa, che hanno consentito di accertare responsabilità penali per i reati di truffa e falso ideologico in capo a 13 persone (dirigenti e medici).
Le investigazioni delle Fiamme Gialle e le consulenze tecniche avevano consentito di ricostruire il “modus operandi” adottato per “gonfiare” i rimborsi richiesti alla Regione Veneto ed al Servizio Sanitario Nazionale, che si concretizzava nella falsificazione delle cartelle cliniche – ne sono state sequestrate circa 8000 – attraverso l’inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di “codici di rimborso” delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati.
di Cristian Zurlo
06/02/2010







