Cronaca

Trento, Vetrina online del sesso: due arresti per sfruttamento

Trento - I militari della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige in una operazione denominata “Venere”, volta a reprimere il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione hanno effettuato nelle ore serali di giovedì fino a venerdì, 25 perquisizioni

Il sito sequestrato dalle Fiamme gialle trentine. Su questo portale venivano inserite le inserzioni a pagamento delle donne che si prostituivano in tutta la regione

http://www.myip.cn/webthumb/baghirannunci.comLe perquisizioni - Hanno interessato le città di Trento, Bolzano, Rovereto e Merano, eseguendo altresì 2 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano - S. F. di anni 50 - e di una cittadina romena naturalizzata italiana – M. P. di anni 42 - ed operando il sequestro di due appartamenti e di un sito web con il successivo suo oscuramento.

Durante le operazioni di perquisizione, effettuate nei comuni di Merano, Bolzano, Trento e Rovereto e che hanno visto impiegati numerosi militari del Comando Provinciale di Trento e di Bolzano, sono stati posti sotto sequestro somme per circa € 95.000 e sono state identificate 39 donne di nazionalità per lo più colombiana e dominicana, di cui una è risultata priva del permesso di soggiorno ed è stata denunciata alla AG per violazione art. 10 bis D. Lgs. 286/98.

L’indagine è scaturita da una attività investigativa svolta da militari della Compagnia di Rovereto presso due abitazioni di proprietà del citato S. F., utilizzate da cittadine di nazionalità, per lo più sudamericana, dedite alla prostituzione.

Dagli approfondimenti effettuati dalle Fiamme Gialle trentine è emerso, inoltre, che le prostitute erano solite pubblicizzare le loro prestazioni attraverso un sito web, dai contenuti non esplicitamente pornografici, gestito dalla suddetta cittadina di origine romena, consapevole dell’attività svolta dalle prostitute.

Accesso a internet

Il sito web - Proponeva numeri di cellulare e immagini di ragazze disponibili, da contattare. Le stesse, spostandosi da un appartamento ad un altro, di città in città, con cadenza settimanale o quindicinale, ricevevano i clienti fornendo loro, di volta in volta, telefonicamente, le indicazioni dell’appartamento ove recarsi.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovereto, sono emerse precise autonome responsabilità, in termini di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, sia in capo al proprietario dei 2 appartamenti posti sotto sequestro, sia in capo alla cittadina romena. Responsabilità che hanno infatti condotto al loro arresto per violazione della legge n. 75/1958, c.d. legge Merlin.

Le indagini proseguiranno - Per individuare i proventi derivanti dalle suddette attività illecite, sulla base dei poteri di polizia economico finanziaria attribuiti alla Guardia di Finanza, attraverso i quali i militari del Corpo, in ogni attività svolta, valutano l’esistenza di materia imponibile da sottoporre a tassazione.

di Cristian Zurlo

30/07/2010




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