Il primo intervento

Venezia, Moraglia Patriarca: "Sarò servitore della Chiesa"

Venezia - Sarà l'attuale vescovo di La Spezia, monsignor Francesco Moraglia, 59 anni, a succedere al cardinale Angelo Scola, nominato il 28 giugno scorso arcivescovo di Milano e insediatosi poi il 25 settembre

Il nuovo Patriarca di Venezia

Alle ore 12.00 di martedì 31 gennaio presso il Palazzo patriarcale di Venezia, l'annuncio ufficiale della nomina del nuovo Patriarca di Venezia, alla presenza dell'amministratore apostolico mons. Beniamino Pizziol. Il nuovo Patriarca sarà Monsignor Francesco Moraglia, che compie a breve 59 anni.  Nato a Genova il 25 maggio 1953, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1977 a Genova dall'allora arcivescovo Giuseppe Siri; è vescovo della diocesi spezzina dal 6 dicembre del 2007, quando fu nominato da papa Ratzinger in sostituzione di monsignor Bassano Staffieri, ora vescovo emerito. La notizia viene diffusa contemporaneamente - dopo le anticipazioni dei giorni scorsi - a Venezia, La Spezia e in Città del Vaticano.

Il primo saluto del Patriarca al Triveneto:

«A S. E. il Cardinale Marco Cè, Patriarca Emerito, A S. E. Mons. Beniamino Pizziol, Amministratore Apostolico, a tutti i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate, fedeli laici, a tutti gli uomini e le donne, dimoranti nel territorio diocesano.

Carissimi amici, fin dal primo momento in cui sono stato informato che il Santo Padre mi aveva destinato alla sede patriarcale di Venezia, ho provato un forte sentimento di trepidazione, ma anche una grande fiducia nel Signore; di tale stato d’animo desidero, in primo luogo, farvi parte. Tutti, infatti, - pastore e fedeli - siamo coinvolti nella scelta di Benedetto XVI. Il servizio nel difficile compito della presidenza ecclesiale richiede doti tali di prudenza, di saggezza, di cuore e d’intelletto che nessuno può pensare di possedere; per questo mi rivolgo a Voi chiedendo, fin d’ora, preghiera e aiuto.

Per la Chiesa che è a Venezia e il suo nuovo pastore inizia un tempo in cui ciascuno - per la sua parte - è chiamato ad affidarsi, con più libertà e più fede al Signore e al Suo piano provvidenziale che va sempre oltre quanto gli uomini possono immaginare; è il tempo in cui ciascuno, facendo meno conto su di sé, é chiamato ad aprirsi maggiormente, nella sua vita, al senso della paternità di Dio. E’ il tempo - se vogliamo - della comunione a priori, in cui, pastore e fedeli sono invitati, nella fede, a innalzare lo sguardo all’unico Maestro e Signore.

Sono mandato a voi - nella successione apostolica - come vostro Vescovo; non conto su particolari doti e doni personali, non vengo a voi con ricchezza di scienza e intelligenza ma col desiderio e il fermo proposito d’essere il primo servitore della nostra Chiesa che è in Venezia. Faccio mie le parole dell’apostolo Paolo che, nella seconda lettera ai Corinzi, scrive: «non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete saldi» (2 Cor 1, 24). Il Vescovo, infatti, non è chiamato, innanzitutto, a portare qualcosa di suo, ma qualcosa che va oltre le sue personali capacità e risorse; in altre parole, la pienezza del sacerdozio di Cristo che - sul piano ministeriale - costituisce la Chiesa.

Sono conscio d’essere mandato a una Chiesa viva, ben presente sul territorio, a una Chiesa che sa esprimere con una fede capace di farsi cultura ma, soprattutto, a una Chiesa che ha una lunga storia scandita dalla santità, anche ordinaria, di molti suoi figli e figlie; una santità confermata, anche recentemente, dalle figure di alcuni suoi grandi pastori come Giuseppe Melchiorre Sarto - San Pio X -, Angelo Giuseppe Roncalli - Beato Giovanni XXIII -, Albino Luciani - Servo di Dio Giovanni Paolo I -. Una Chiesa che, nei suoi membri, può contare su molteplici risorse per dire, oggi, la bellezza di Gesù risorto, il vivente. E tale testimonianza, nella così detta società “liquida” - in cui le situazioni mutano prima di consolidarsi in abitudini e procedure -, è oltremodo urgente.

Il Vescovo è chiamato a servire nella presidenza e, proprio per non venir meno in tale compito sa che, come prima cosa, deve amare la sua Chiesa, perché solo chi ama vede bene ed è in grado di cogliere tutto nella logica del Vangelo. Vengo col desiderio di ascoltare, per capire e conoscere quanto lo Spirito vuol dire a questa Chiesa, nella logica sinodale del comune cammino delle diocesi del Triveneto verso Aquileia 2. Si tratta di molteplici strade e di un comune percorso guardando, con occhi nuovi, alle realtà ecclesiali e socio-culturali, per una nuova evangelizzazione, in dialogo con le culture del tempo, avendo come meta il bene comune. Tale convenire delle Chiese del Nordest s’inserisce nel più ampio orizzonte degli orientamenti pastorali della Chiesa che è in Italia; così a cinquant’anni dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, il più grande evento ecclesiale che ha segnato il XX secolo, siamo invitati a rinnovarci personalmente e comunitariamente in una fede capace di farsi cultura.

Il momento che stiamo vivendo deve caratterizzarsi per la comunione che nasce dalla fede nell’unico Signore; siamo chiamati a “narrare” - come Maria nel Magnificat - le grandi cose che Dio opera in noi.

Da quando sono stato messo a conoscenza della decisione del Santo Padre ho voluto idealmente aprire il mio cuore a tutta la città, all’intera diocesi, a ogni uomo e donna che il Signore mi vorrà fare incontrare nel servizio episcopale in mezzo a voi. Tutti porto nella preghiera e a tutti chiedo la carità della preghiera; in modo particolare la chiedo ai piccoli, ai malati, agli anziani, ai bambini, a coloro che Gesù, nel Vangelo, ci dice contano di più agli occhi del Padre celeste. Chiedo d’essere accolto come un fratello che, per un disegno della Provvidenza, è mandato a voi come padre, pur venendo da una regione lontana dalla vostra che ormai, però, avverto già come a me carissima.

A quanti, nelle differenti vocazioni e stati di vita, concorrono a formare il volto della Chiesa di Dio che è in Venezia, domando aiuto, collaborazione e assunzione di corresponsabilità; il Vescovo, infatti, che è garante dell’unità della Chiesa particolare - nella comunione col Vescovo di Roma - da solo non può fare nulla. Infine chiedo la collaborazione dei confratelli, insigniti del sacerdozio di secondo grado, che costituiscono il reale prolungamento del sacerdozio del Vescovo. Fra essi, in primis, mi rivolgo ai parroci, poi a quanti, a diverso titolo, esercitano il ministero nell’ambito della cultura - ricerca e insegnamento - e ai confratelli che, oggi, in un contesto sociale sempre più a rischio povertà, si misurano, quotidianamente, con tutte le tipologie dei bisogni dell’uomo. Conto anche sui diaconi e sul loro prezioso ministero: il servizio della carità che, sempre, nasce dall’altare e ad esso, sempre, ritorna. Ai consacrati e consacrate chiedo che, nella fedeltà al loro carisma specifico, esprimano il volto sinfonico della Chiesa, ne promuovano la crescita compiendone i lineamenti, in vista di una testimonianza pienamente evangelica, incarnata nell’oggi. Ai fedeli laici e alle aggregazioni laicali dico la mia fiducia e stima, guardo a loro come a una vera ricchezza per un’inculturazione della fede nel contesto di una vera e sana laicità, con particolare attenzione e promozione della realtà della famiglia, nella prospettiva del bene comune.

Nell’alveo e secondo la logica di una sana laicità guardo con attenzione allo Studium Generale Marcianum, polo pedagogico e accademico, strumento di formazione e di ricerca, affinché la nostra Chiesa sia in grado d’elaborare una proposta educativa radicata nell’impareggiabile e unica tradizione storica e civile di Venezia e, insieme, in dialogo costante con tutte le culture e gli uomini.

Ai carissimi giovani, con i quali sarebbe - fin d’ora - mio desiderio intrattenermi a lungo, mi limito a dire: voglio incontrarvi al più presto! Un pensiero di vicinanza amica e fraterna va a quanti appartengono alle differenti confessioni cristiane, alla comunità ebraica, ai credenti di altre religioni presenti nel territorio della diocesi. Infine il mio saluto rispettoso va agli uomini e alle donne non credenti, soprattutto a coloro che sono “in ricerca”, auspicando, per quanto possibile, un comune impegno per l’uomo; in una cultura sempre più individualista, profondamente segnata della tecno-scienza, appare discriminante la questione antropologica, vero “caso serio” per il presente e il futuro della nostra società.

Non posso chiudere questo saluto senza un ricordo del mio predecessore, il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, del Cardinale Marco Cè, Patriarca Emerito; un grazie riconoscente e particolarissimo all’Amministratore Apostolico, Monsignor Beniamino Pizziol per quanto sta facendo, con grande generosità, a servizio della Chiesa che è a Venezia. Agli eccellentissimi Vescovi della sede metropolitana patriarcale e agli eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta dico - nell’attesa d’incontrarli di persona - il mio intenso, fraterno affetto collegiale.

Al Sindaco, al Presidente della Provincia, al Presidente della Regione e a tutte le cariche istituzionali rivolgo il mio deferente saluto e assicuro impegno per una collaborazione leale, nella distinzione dei ruoli.

L’intercessione di San Marco Evangelista, del Proto Patriarca San Lorenzo Giustiniani, soprattutto la materna intercessione della Vergine Nicopeia ci ottengano, da Dio, la grazia di rispondere a quanto Egli si attende da ciascuno di noi. In attesa d’incontrarVi, tutti benedico con affetto". 


La biografia del Patriarca:
 

CURRICULUM VITÆ DI S. E. MONS. FRANCESCO MORAGLIA
S. E. Mons. Francesco Moraglia è nato a Genova il 25 maggio 1953 ed è stato ordinato
presbitero il 29 giugno 1977; è dottore in Teologia Dogmatica.

Nel biennio 1977-1979 ha svolto le funzioni di educatore e accompagnatore dei teologi (IIIIV- V teologia) presso il Seminario Arcivescovile Maggiore; conseguita la Licenza, ha iniziato nel 1979 l’insegnamento presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione del Seminario Arcivescovile di Genova; in pari tempo (1979) veniva nominato viceparroco in una parrocchia del centro cittadino, incarico che ha conservato fino al 1988;
nel 1981 ha conseguito il dottorato in teologia dogmatica; nel 1986 ha iniziato la docenza presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ligure, dapprima come insegnante di teologia dogmatica fondamentale, in seguito anche come docente di teologia sacramentaria; dal 1994 al 2007 è stato preside del medesimo Istituto; dall’anno accademico 1989 al 2007 è stato docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione del Seminario di Genova, di cristologia, antropologia, sacramentaria (Eucaristia, penitenza, ordine); dal 1990 al 2007 è stato assistente diocesano del MEIC e ha diretto il Centro Studi Didascaleion (corsi annuali monografici di filosofia, teologia e spiritualità, rivolti soprattutto ai laici).

Terminato il ministero di viceparroco, ha svolto dal 1990 al 2007 quello di Cappellano della Clinica Villa Serena, al servizio dei degenti e della Comunità delle suore impegnate in tale struttura; insieme a questo ministero, la domenica ha svolto quello di aiuto pastorale in una grande parrocchia del centro cittadino; dal 1995 al 2007 è stato presidente della Commissione Diocesana per i problemi pastorali dei movimenti religiosi alternativi e delle
sette; dal 1996 al 2007 è stato direttore dell’Ufficio Diocesano per la Cultura e l’Università e cooptato nel Consiglio Presbiterale Diocesano come membro di nomina arcivescovile; nel 2001 è stato eletto nel Consiglio Presbiterale Diocesano e dall’Arcivescovo è stato annoverato tra i Consultori Diocesani; dal 2002 al 2007 è stato docente di storia della teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione del Seminario di Genova.

Dal 2003 è Consultore della Congregazione Vaticana per il Clero. Dal 2004 al 2007 è stato canonico effettivo del Capitolo della Chiesa Metropolitana (Cattedrale di San Lorenzo). Il 6 dicembre 2007 è stato eletto alla sede vescovile della Spezia-Sarzana-Brugnato, ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 3 febbraio 2008, nella Cattedrale di Genova, dal Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco. Il 1° marzo dello stesso anno ha preso canonico possesso della diocesi.

Il 23 aprile 2010 è stato nominato, con decreto del presidente della CEI, Cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunicazione e Cultura.  

+ Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha nominato Patriarca di Venezia il 31 gennaio 2012 +

di redazione online

31/01/2012

Il nuovo Patriarca di Venezia



[gg/mm/aaaa] [gg/mm/aaaa]

Trentino, Provincia punta a rilancio del porfido

Trento - Dopo il protocollo siglato nel 2009 è stato rinnovato, con un ulteriore accordo, l'impegno della Provincia di Trento ad affrontare la crisi del porfido. Tra i firmatari i sindaci dei comuni di Albiano, Baselga di Pine', Cembra, Fornace, Lona Lases, Trento

Leggi l'articolo »

Neve sulle Alpi, da venerdì arriva il sole

Neve a Nordest, temperature in picchiata in Trentino: sulla gran parte delle Alpi centrorientali, neve anche a quota 800 metri. In molti capoluoghi di provincia del Triveneto non si sono superati gli 8-9 gradi

Leggi l'articolo »

Padova, 3 arresti per festini alla cocaina

Padova - Organizzavano festini a luci rosse a base di cocaina e con rapporti anche omosessuali con giovanissimi le tre persone, tra cui un avvocato, che sono state arrestate dalla squadra mobile della Polizia di Padova

Leggi l'articolo »

Omicidio Rovereto, Carabinieri: 'Movente omosessuale"

Carmelo Monforte (originario di Giarre e residente a Trento) ha confessato: l'avrebbe accoltellato per una proposta omosessuale dopo una cena assieme. L'uomo era stato arrestato in treno per furto mentre stava scappando da Rovereto

Leggi l'articolo »

Notizie ultime 48 ore